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La
colorazione o tintura può essere definita come la tecnica per far
assumere un colore diverso dal naturale alle fibre di cellulosa, tramite
l'aggiunta di materie coloranti. Le materie coloranti vengono solitamente
classificate in tre grandi gruppi: pigmenti coloranti naturali;
coloranti organici naturali; coloranti organici artificiali
(aniline).
Appartengono ai pigmenti coloranti: le ocre, la terra di Siena, le terre
d'Ambra, gli ossidi di ferro (terra rossa e terra gialla), il giallo di
cromo, il bleu di Prussia, l'oltremare, ecc. In genere i pigmenti coloranti
hanno un debole potere colorante. I coloranti organici naturali comprendono:
il legno di campeggio, i legni rossi (legni del Brasile, legni di sandalo)
la robbia, la cocciniglia, i legni gialli (il guado, la corteccia dei
tintori), i grani di Persia.
Dei tre gruppi il terzo è quello che trova maggiore impiego nella
colorazione della carta. I coloranti organici artificiali presentano i
vantaggi seguenti: - abbracciano una serie molto più larga
di tinte, di conseguenza permettono una più grande scelta tanto
dal punto di vista del costo che da quello della solidità (caratteristica
di resistenza del colore all'azione di agenti diversi: acqua, luce, calore,
agenti atmosferici); - i coloranti di anilina sono di facile trattamento
in fabbrica rispetto ai pigmenti ed ai coloranti organici naturali tanto
per quel che concerne la manipolazione che pèer l'uniformità
dei risultati.
Nel secondo dopoguerra trovano impiego per rendere più bianca la
carta i "candeggianti ottici": sostanze chimiche che rendono
precettibile l'ultravioletto all'occhio umano.
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