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Già
sul finire del 1200 gli artigiani attivi a Fabriano usavano contraddistinguere
la propria produzione con marchi di filigrana. Oggi le filigrane rappresentano
una importante testimonianza della perfezione raggiunta dalle cartiere
fabrianesi in questo settore, in particolare per la produzione di carte
valori. Punto di partenza per realizzare una filigrana ricca di effetti
in chiaro-scuro è la preparazione del punzone per trasferire l' immagine
a “sbalzo” sulla tela filigranatrice. E' quasi certo che i primi punzoni
furono approntati, nella metà del XIX secolo, scolpendo l'immagine in
"positivo" sulla superficie di una tavoletta di legno duro (noce, ciliegio,
bosso). Ponendo sopra il punzone così preparato la tela di bronzo, previamente
"ricotta", ed eseguendo con attenzione una "battitura" tra i due elementi
con apposito martello e cuscinetto di feltro, l'immagine si riproduce
sulla tela. Prendendo spunto dalla fusione delle sculture in bronzo, nella
seconda metà dell' 800 si passa alla tecnica della " cera perduta ". Essa
consiste nell' incidere contro luce una lastra di cera. L'incisore asportando
la cera con appositi bulini, crea piani e tratti più o meno elevati determinando
così tutte le minime sfumature che compongono l' immagine. Una volta completata
la fase dell' incisione, la cera viene rivestita uniformemente di un sottile
strato di materiale terroso refrattario formando la cosiddetta "tonaca
". Esposta ad una temperatura di poco superiore a quella di fusione, la
cera si liquefà ed esce dall’involucro da uno o più fori praticati nella
tonaca. In questa, opportunamente rinforzata, si effettua una colata di
bronzo fuso che poi raffreddato costituisce il punzone per il trasferimento
dell’immagine sulla tela. E' della stessa epoca la preparazione del punzone
per fusione eseguita effettuando un "calco" in gesso sulla cera incisa;
con esso si prepara la forma di fusione ottenendo così il primo "punzone"
in bronzo. Eseguendo su questo un secondo calco in gesso ed usando lo
stesso procedimento si ottiene il "contropunzone". In questo caso invece
della battitura la tela viene compressa tra il punzone e il contropunzone
con l' impiego di una apposita pressa e l'immagine viene così trasferita
su tela. Con i primi anni del XX secolo, la tecnica della preparazione
dei punzoni ha utilizzato il processo elettrochimico di galvanoplastica.
Dall'originale in cera, per mezzo di un bagno galvanico, vengono ricavati
un positivo e un negativo in rame che, a loro volta, servono a trasferire
per pressione l' immagine sulla tela metallica. A questo punto la tela
viene cucita con altre tele che fungono da supporto e da rinforzo ed è
ormai pronta per l' ultima fase della lavorazione che coincide con quella
della carta a mano. Le cartiere Miliani producono anche carte filigranate
a macchina in tondo e a macchina in piano.Sulle macchine piane, invece
le carte filigranate si ottengono per mezzo del "rullo ballerino" o, nel
caso della filigranatura a secco, utilizzando le molette filigranatrici.
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