LA GUALCHIERA MEDIOEVALE FABRIANESE
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Le immagini sono state realizzate dagli allievi della Scuola Internazionale di "Comics-Jesi"
e-mail: jesicomics@scuolacomics.it

7. Il "pisto" è così pronto per essere trasformato in carta. Il pisto prodotto durante il periodo di abbondanza di energia idraulica viene lasciato di scorta. Per questo scopo il pisto raffinato viene confezionato in "pizze" o "cresce".



8. In un telaio di legno, di forma rettangolare, viene posto un panno di canapa a tessuto molto rado; su di esso si fa colare il pisto che perde così molta acqua per leggera pressione manuale.



9.
Il "lavorente" immerge la forma nel "tino" e ne estrae ogni volta la stessa quantità di pasta che distribuisce su tutta la superficie della tela. La forma è il mezzo con il quale si ottiene la feltrazione delle fibre, ossia il processo di unione delle fibre tra loro fino a formare una superficie uniforme: il "foglio".





10. La tela così preparata viene montata su un telaio rettangolare di legno. La superficie di lavoro è delimitata da una cornice di legno, denominata "cascio" o "casso", non fissa ma appoggiata sul perimetro della tela per consentire la tenuta della pasta e delimitarne le dimenzioni del foglio che verrà ottenuto.



11.
Appena il foglio si è formato, il lavorente passa la forma al "ponitore" il quale dopo aver lasciato per un momento scolare l'acqua, adagia la forma su un feltro di lana determinando il distacco del foglio dalla tela.





12. Un foglio e un feltro sopra l'altro, si forma così una pila o "posta" che viene pressata in un torchio a vite: si ottiene, in questa maniera, la prima disidratazione dei fogli.

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